20 Settembre 2011 (1)
Ho come l'impressione di essere diventato piuttosto immune ad ogni forma di dispiacere. La mia adorata saggezza posticcia mi porta a comprendere, capire e preoccuparmi sempre più degli altri che di me stesso. Forse è anche che è più semplice, perchè occuparmi di me stesso è sempre più difficile, faticoso ed articolato. Perciò mi preoccupo di quello che mi circonda e lo faccio funzionare, in qualche modo, come forse fanno un pò tutti. Che è un pò la grande sconfitta finale che avevamo immagnato in qualche modo di scampare. Che in fondo era prevedibile. Sono qua con un sacco di sensazioni malvage e l'idea che l'unica cosa che stia funzionando sia davvero il mio nuovo status semi-borghese. Che forse era la cosa alla quale davo meno importanza e che meno mi interessava sviluppare qui a Londra. Insomma sembra un pò che questa città si sia portata via il meglio. E allora torni ad essere un buon faccendiere senza spunti ... che era quello che mi sentivo a Milano prima di decidere di cambiare tutto. Chissà ... è difficile ... sembra una di quelle storie che finisce con "finchè c'è la salute non ci si può lamentare". Scegli di portare avanti una battaglia sincera e capisci che puoi solo vincerla imbrogliando o perderla a testa alta. D'accordo, c'è chi imbroglia e perde lo stesso e anche chi perde senza onore. Certo, non c'è limite al peggio. Ma tu hai smesso di credere che potevi vincere a mani basse. Quello diventa il momento in cui hai perso ed è un peccato che sia stato tu a stabilirlo"
Nessun commento:
Posta un commento